Questa sezione ospita articoli su una materia che la stessa OCSE ha definito una priorità a livello mondiale impegnandosi a fondo affinché per indurre i paesi membri (tra i quali c’è ovviamente l’Italia) a lavorare in questa direzione. I prodotti di risparmio e investimento sono infatti tecnicamente complessi e non comprensibili ai più. E nella loro commercializzazione, mentre i risparmiatori si basano quasi esclusivamente sulla “fiducia”, banche e assicurazioni guardano prioritariamente ai propri obiettivi di vendita e di profitto più che alle esigenze e aspettative del risparmiatore. La responsabilità del deficit informativo dei risparmiatori è anche attribuibile in piccola parte a loro stessi, per la scarsa educazione finanziaria, per il tempo irrisorio dedicato all’informazione finanziaria, per un rapporto con l’intermediario di tipo fideistico, anziché un rapporto maturo, adulto, laico, fondato sulla consapevolezza e un minimo di capacità critica. Ma si tratta di inezie rispetto alle responsabilità di banche e assicurazioni che operano con vasti conflitti d’interesse e scarsa trasparenza. Tutto ciò rende auspicabile che anche nel nostro paese nasca un movimento d’opinione pubblica che solleciti programmi pubblici di educazione e consapevolezza finanziaria dei cittadini (come indicato dall’OCSE), prendendo come base le esperienze e i risultati ottenuti in diversi paesi. Ma questi programmi non possono essere promossi dall’ABI e cioè dall’associazione di quelle stesse banche che hanno approfittato e continuano ad approfittare dell’asimmetria informativa, dei conflitti d’interesse e della scarsa trasparenza, allo scopo rimpinguare i loro bilanci.
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